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domenica 8 luglio 2007

INFERNO - Una libera scelta


Inizio col ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al sondaggio, presente nel post di Sabato 23 Giugno 2007, il ri
sultato è evidente:

la maggior parte di voi pensa che l'Inferno esista e che non sia vuoto.


RISULTATO IN TEMPO REALE

si e penso sia vuoto - 1 Voti (8% del totale)


si e penso non sia vuoto - 12 Voti (92% del totale)


non esiste - 0 Voti (0% del totale)


non so - 0 Voti (0% del totale)


  • Alcune tesi riguardo la misericordia infinita di Dio lasciano presupporre che l'inferno, o "luogo" dell'assenza di Dio, sia vuoto, visto che al momento del giudizio Dio, infinitamente buono, decide di perdonare tutti i peccatori e lasciarli andare tutti in Paradiso.

  • Altre, invece, pensano che l'inferno esista e nello stesso tempo è possibile che ci sia qualcuno, perchè Dio è giuto giudice ed elargisce premi ai buoni e condanna, invece, i cattivi.

Di solito si parla di inferno come luogo, ma lo si fa inopportunamente, in realtà non lo è, in realtà non lo si può neanche descrivere con categorie umane, ma ci si può avvicinare descrivendolo come una sorte di stato, come tra l'altro è il Paradiso. Se il Paradiso è lo stato dove si è con Dio, l'inferno è il contrario: ossia l'esistenza eterna senza Dio.


Direi di dimenticarci la visione dantesca e tradizionale dell'Inferno come luogo di pene e sofferenze, esso è l'opzione che l'uomo, alla fine della sua vita terrena, può scegliere nella sua libertà. Elisabetta, nel suo commento ha detto bene, Dio ha creato l'uomo libero e questa libertà è piena anche dopo la morte, quindi egli può scegliere di vivere l'eternità con o senza Dio.
Quindi anche il peccatore più incallito, se alla fine della vita si pente e decide di contemplare Dio per sempre, verrà perdonato. Se invece egli vorrà continuare a vivere l'eternità come ha vissuto il tempo terreno, sarà libero di farlo.

Ecco perchè si presuppone che l'inferno non sia vuoto, almeno non per scelta di Dio.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Wow, mi citi... che emozione!
Un caro saluto ed un augurio di buona settimana!
Elisabetta

Anonimo ha detto...

Veramente interessante...

DISCIPULUS ha detto...

e si cara Elisabetta mi sono permesso di citarti...

Poi ti pagherò i diritti d'autore...

:-D

DISCIPULUS ha detto...

@ don angelito

Benvenuto in questo viaggio, sono contento che trovi il blog interessante e spero verrai a trovarmi nuovamente.

Grazie del passaggio e a presto

Unknown ha detto...

Interessante questo blog...
Il paradiso e l'inferno da sempre pongono problemi all'uomo. Essi fondamentalmente rappresentano le condizioni umane ultime e definitive, la condizione dell'uomo riuscito e il suo opposto, la condizione dell'uomo fallito.
In questo prespettiva il paradiso non pone problemi, ma li crea invece l'inferno.
Non tanto per la rappresentazione che ne abbiamo del "fuoco" e delle pene commesse, quanto per la definitiva e ultima rottura con Dio.
E la difficoltà stessa viene da Dio. Infatti il Dio cristiano è il Dio dell'Amore, l'Amore indefettibile. E come può l'Amore infinito essere compatibile con l'Inferno? E' un bel interrogativo...
L'inferno appare infatti come la garanzia della libertà dell'uomo (come già detto). Senza l'inferno l'uomo perde il suo potere di rifiutarsi a Dio, perchè il suo rifiuto sarebbe solo provvisorio e di breve durata.
La conclusione della teologia lascia senza parole: non si può negare l'inferno, perchè non si può togliere la libertà all'uomo; ma non si può negare che Dio sia "l'Amore". Il problema resta nella sua alta drammaticità, dato che non si può rinnegare nè Dio nè l'uomo.
Bisogna però stare attenti a non scivolare nella teoria dell'APOCATASTASI, rifiutata dalla Chiesa Cattolica ma accettata dalla Chiesa ortodossa. Questa teoria prevede il riscatto di tutti e di tutto, anche il diavolo sarebbe riscattato da Dio. Infatti l'autore Bulgakov dichiara: "[...]il male non ha l'eternità che è propria del bene [...]".
Noi dobbiamo stare attenti, perchè questa teoria nega la libertà all'uomo [come detto da Elisabetta]; il dubbio allora resta, e non ci rimane altro che sapere dell'esistenza dell'inferno, ma augurarci con tutto il cuore che sia vuoto.