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domenica 22 luglio 2007

VANGELO DELLA SETTIMANA - Ora et labora


Lc 10,38-42

38Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. 39Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; 40Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: "Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". 41Ma Gesù le rispose: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, 42ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta".

CONTESTO
questa volta il contesto è molto importante perchè Luca pone questo episodio della vita di Gesù dopo la parabola del buon samaritano, poi scopriremo perchè.

COMMENTO
Due sono le principali interpretazioni che sono state fatte su questo brano, la prima più classica e va per la maggiore, la seconda un po meno ma molto interessante.

- è classico il commento a questo brano che vede in Marta e Maria i due aspetti principali e fondamentali dell'essere cristiani, ossia il lato contemplativo e quello apostolico.
Marta con il suo preoccuparsi del servizio rappresenta chi in modo attivo matte in pratica la parola di Dio, mentre Maria, invece, rappresenta il silenzio contemplativo, l'ascolto della Parola, la preghiera.
E' chiaro cosa Gesù preferisce...

- a me piace invece quest'altra riflessione: Marta con il suo affannarsi nei servizi rappresenta chi si rende schiavo delle cose umane che, a loro volta, non ci consentono di ascoltare il grande mistero di Dio che ci circonda.
Inoltre, Luca non a caso pone qui questo episodio, immediatamente dopo alla parabola del buon samaritano. Come si evince dalla parabola affinchè si erediti il regno di Dio bisogna amare il prossimo. Prima "regola" fondamentale è la testimonianza della amore di Dio attraverso il nostro amore operoso nei confronti degli altri.
Poi avviene una sorta di bilanciamento dove si da maggior importanza all'ascolto e la contemplazione.
A differenza da come sembra, in questo modo, non traspare una scala di valori e l'amore del prossimo è equivalente a quello di Dio, l'uno senza l'altro non ha ragion d'essere.
Non si può testimoniare il vangelo se non lo si ascolta e non lo si può ascoltare e basta, senza metterlo in pratica.

RIFLESSIONI
Possiamo riflettere su come viviamo, di quanto il nostro lavoro, i nostri affanni, il nostro fare tolgono sempre più spazio al silenzio, all'ascolto ed alla contemplazione.
Presi dalle cose mondane abbiamo perso l'abitudine di ascoltare, il nostro è un fare, fare e soltanto fare, un continuo preoccuparsi del guadagno e del vivere bene che non lascia alcun spazio alle "cose" divine.


8 commenti:

Anonimo ha detto...

un bel vangelo, la riflessione obbligata è quella sulla nostra vita di tutti i giorni e sul giusto limite da opporre alla sua frenesia

Anonimo ha detto...

Lo sai che Meister Eckhart capovolgeva l'interpretazione usuale e dà più valore a Marta? Incredibile...ma molto stimolante...

Anonimo ha detto...

Anche a noi il prete in chiesa, a messa, ha fatto notare che questo brano del vangelo viene dopo dell'altro con la parabola del buon samaritano, quindi i due brani evangelici sono connessi. Mi piace questa spiegazione che ho sentito: bisogna mettere la vita nella preghiera e la preghiera nella vita. Insomma, non si possono separare Marta da Maria, sono le due parti di un unicum, certo che Maria ci ricorda qual è la parte migliore.
Belli i libri che hai messo sul tuo blog: sia quello dell'abbè Pierre, sia quello che stai leggendo adesso. Hai sempre ottimi gusti in fatto di lettura!
Io e mio marito abbiamo appena comprato "Il quinto evangelio" di Mario Pomilio, sono curiosa di leggerlo... ma sono piena di libri che vorrei leggere!!!
Buona settimana!
Elisabetta

Anto ha detto...

L'episodio mi fa venire in mente il monte Tabor dove Pietro, Giacomo e Giovanni furono chiamati a vivere l'esperienza trasfigurante dell'intimità con il Signore. Nonostante il desiderio di rimanere lassù, ad ascoltare e contemplare estasiati la Parola, fu giocoforza scendere a valle per mettersi al suo servizio.

Anonimo ha detto...

devo renderti atto che questa tua perseveranza nel pubblicare versetti del vangelo è ottima, per te e chi ci crede... io sono agnostico anche se non affronto mai le tue pubblicazioni con un senso di fede religiosa ma di corretta osservaza filosofica e sociologica... buona giornata

Anonimo ha detto...

Ciao, bello quel passo evangelico, ti aspetto nel mio http://sardu88.splinder.com/

DISCIPULUS ha detto...

@ simone

e si, la vita è sempre più frenetica! Non so proprio come fare per rallentarla un po', grazie per esser approdato da queste parti e quando la vorrai prenderti una pausa da questa vita frenetica passa a trovarmi.
A presto...

@ don angelito

anche a me piace stravolgere un po i passi del vangelo, facendo così ci dicono, secondo me, molte più cose e accentrano l'attenzione su particolari sui quali prima non ci si era soffermati

@ Elisabetta

Beh, anch'io vorrei leggere molti più libri, ma purtroppo il tempo è davvero limitato. tra qualche settimana ci sono le ferie e recupero un po. Pensaa che ne ho uno in cantiere che voglio assolutamente leggere, ma non so se ne hai mai sentito parlare, si intitola "il 74° libro". ;-D
Fammi sapere com'è il quinto evangelio, volevo prenderlo anche io...

DISCIPULUS ha detto...

@ am

Ottimo parallelismo, complimenti, non ci avevo pensato. Quanto mi piacciono i vostri commenti che arricchiscono sempre più i miei post e la mia fede.
Grazie a te e a tutti gli altri

@ ethan

Che piacere ritrovarti nuovamente tra queste pagine, non importa come tu vedi i miei post, mi interessa la tua amicizia e a quanto vedo non ti sei dimenticato di passare da qui.
Ogni settimana passo sul tuo blog, che trovo uno dei più interessanti che ci sono sulla piazza, non ho lasciato più commenti perchè avevo l'impressione, può essere che mi sbaglio, di non essere ben accetto tra i tuoi lettori.
Proprio ora vado a farmi un giro...
a presto

@ Pietro

Ok, adesso vado anche nel tuo, grazie per esser passato di qui