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domenica 12 agosto 2007

VANGELO DELLA SETTIMANA - Maggiori responsabilità

Lc 12,35-48

35Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; 36siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. 37Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. 38E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro! 39Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. 40Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate". 41Allora Pietro disse: "Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?". 42Il Signore rispose: "Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? 43Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. 44In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. 45Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con vigore assegnandogli il posto fra gli infedeli. 47Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà
disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; 48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

COMMENTO

E' abbastanza chiaro il messaggio che Gesù vuole darci attraverso queste due parabole.
Nella prima ci invita ad essere sempre ad essere pronti quando arriverà il momento della morte. Qui abbiamo un invito ad essere sempre retti e puri di cuore, perchè non si sa quando il momento del giudizio verrà e quindi non bisogna farsi cogliere impreparati.

Ma quella che più mi ha fatto riflettere è la seconda ed in particolar modo la domanda di Pietro che fa da passaggio da una parabola all'altra.

SIGNORE, QUESTA PARABOLA LA DICI PER NOI O PER TUTTI?

Sarò stato forse condizionato dagli ultimi episodi di cronaca che riguardano alcuni sacerdoti, sarà un messaggio che Gesù vuole dare al mondo intero in questi tempi difficili, ma qui ci vedo un chiaro monito ai sacerdoti cattolici e coloro che sono responsabili di comunità in generale (non solo nella cattolicità).

Pietro è colui al quale, secondo la tradizione, è stata affidata la guida della prima comunità, della Chiesa nascente.
Lui pone una domanda molto chiara, ponendo una distinzione netta tra LORO e TUTTI.

Il farsi trovare pronti, quindi, è qualcosa che riguarda prettamente chi ha seguito Gesù fin dall'inizio, chi gli è stato vicino e ha dedicato la sua vita completamente a lui, lasciando tutto? o riguarda tutti?

Pietro attua questa distinzione e Gesù risponde in modo molto chiaro: tutti devono farsi trovare pronti nel momento della sua venuta, soprattutto poi coloro che hanno avuto un esperienza particolare ed intima con lui.

A loro sarà chiesto di più.
A loro saranno dati castighi maggiori se non si faran trovare pronti.

oggi direi: questo monito vale per i sacerdoti o per tutti?

La risposta di Gesù non cambia, ovviamente...

11 commenti:

FLG ha detto...

Più che essere un monito per i sacerdoti lo è per ognuno di noi, penso.
Lo stare pronti non è - come si pensa erroneamente - un esser perfetti per timore del castigo, ma come dimensione interiore di chi dimora nel buono, nel bello, nella pace di Dio, nel giusto per il gusto di star bene con Dio e con se stesso. Non per comodo, quindi, o per calcolo, ma per risiedere nella "parte" giusta che Gesù ci ha riservato ... già in terra!!
So che mi è difficile spiegarmi quindi perdonami ma di più non riesco a dire in poche righe :-D

ciao ciao

Flà

Anonimo ha detto...

...penso che tutti, sacerdoti per primi, dovremmo tenerci pronti...
...ti lascio un caro augurio di una serena Domenica nel Signore.

Anonimo ha detto...

Buona domenica a te Discipulus!
Anna

DISCIPULUS ha detto...

@ Flà

Chiarissimo, non temere.
Si, sicuro, tale monito è per tutti ma volevo concentrare la riflessione su chi ha maggiori responsabilità. Dovrebbero essere loro per primi a testimoniare il bello, il buono ed il gusto di star bene con Dio, come dici bene te.

Grazie per aver bilanciato la riflessione del mio post.

A presto

@ Lianna
@ Anna

grazie del passaggio.
Baci

Anto ha detto...

Io penso che ognuno di noi deve prepararsi in base a quello che gli è dato di conoscere. Non siamo tutti uguali, ma la tensione verso la Verità e la retta coscienza ci abilitano a festeggiare le nozze con lo Sposo.

DISCIPULUS ha detto...

@ am

Perfetto concordo pienamente...

Grazie del passaggio

FLG ha detto...

Come no!!! I primi sono i sacerdoti e a mio figlio spero di aver insegnato ad essere lui per primo un buon sacerdote che testimonia il bello della vita in Cristo!! Sapessi quanto mi scandalizzano ...molti di questi!!! Non per me, non per le scemate che combinano (sesso, soldi, ecc..) ma per il disamore verso Cristo!! Anche i santi furono persone normali coi loro difetti ma almeno rischiavano tutto di sè per l'amore che avevano verso di Lui.
Concordi?

Anto ha detto...

A tutti quelli che non riescono a perdonare i sacerdoti incoerenti, chiedo se non sia il caso di assumersi la responsabilità di convertirli, chiedendo a Gesù i suoi occhi e il suo cuore.

DISCIPULUS ha detto...

@ flg
@ am

Concordo perfettamente.
Dal disamore verso Cristo nascono le conseguenze che danno scandalo. Non bisogna soffermarsi su di esse ma bensi sulla causa. Non voglio generalizzare, ne condannare nessuno, ma molti hanno dimenticato la vocazione che li ha portati a questa scelta. Se solo ci fosse qualche Santo in più che rischiasse quotidianamente tutto per il suo amore, allora ci sarebbe sicuramente maggiore risposta da parte dei laici. La testimonianza è il primo mezzo di evangelizzazione per me.

Per fortuna ci sono preti santi, missionari che con la propria vita portano Cristo nel cuore degli uomini e sicuramente è anche nostra responsabilità cercare di aiutare chi invece non lo fa più, attraverso il nostro vivere la fede, attraverso il nostro esser sinceri ed ammonire e soprattutto attraverso la nostra preghiera.

Anonimo ha detto...

Essere pronti, vigilare...

Anonimo ha detto...

ciao, io penso che fare il sacerdote ed essere santo siano due cose diverse e non semper coincidono, ma per portare avanti la memoria di gesu pe r evangelizzare per preaprela strada ai santi ai missionari cè bisogno anxhe dei preti comuni che sbagliano, io credo che il monito sia severo e che severamente verrà rispettato ma la trinità è anche dolcezza infinit